strage orlando 2016

Strage di Orlando: un lavoro di uncinetto dell’abiezione umana

La strage a Orlando è un lavoro di uncinetto dell’abiezione umana. Finché l’odio (che è più feroce della intolleranza) esisterà, in molti si sentiranno costretti a rivendicare la tutela di “uno stato d’essere”; tutela che non dovrebbe essere sollecitata in uno stato di diritto.
I diritti umani, infatti, non dovrebbero essere concessi (si concede una cosa che possiamo o non possiamo avere, quindi ce la accordano, ce la permettono…). I diritti umani, invece, dovrebbero essere naturali, innati, facenti parte del nostro stare al mondo. E se proprio sono necessari delle norme e dei precetti per dirlo, che vengano fatti o ribaditi se esistono e subito.
Quando, invece, si verrà costretti a combattere e puntualizzare per ottenerli, lì ci sarà un ulteriore verdetto della fine di ogni diritto.
Ed è per questo che non condivideremo alcuna riflessione fatta da terzi, perché macinare odio non servirà a nessuna delle due (o delle tante) barricate umane e disumane. Finché qualcuno dirà a un altro “concedimi di essere ciò che voglio essere”, lì – ripetiamo – finirà l’auto-diritto d’essere. Non siamo contro le manifestazioni di piazza, tutt’altro. Le riteniamo, anzi, l’eco del popolo, della sua democraticità e della sua volontà. Ma affermiamo, però, che le stragi vanno chiamate con il loro nome (come tutte le altre cose del mondo in cui viviamo) e bisogna lavorare di cultura, di educazione, di scardinamento – difficile, lo sappiamo – di quelle sovrastrutture pseudo culturali che fanno parte di una certa politica e di una certa disumanità, ma anche di un certo associazionismo e di una unidirezionalità di vedute. Altrimenti, oltre la punizione di norma a chi si macchia di queste stragi, non accadrà nulla, perché la storia si ripeterà prima o poi.
Tutto questo finirà quando ciascuno, con la libertà della propria dignità e senza conculcare quella degli altri, potrà vivere la sua vita. E senza doversi preoccupare di farlo.
E se questo mondo dibatte e combatte ancora sulla libertà di amarsi (voce del verbo nascere e vivere), vuol dire che noi tutte e noi tutti non siamo in uno stato di diritto, ma in un branco di antropomorfi abietti.
 
Consiglio Direttivo – Associazione Smasher

Autore dell'articolo: admin

L'Associazione socio-culturale ha sede a Barcellona Pozzo di Gotto (ME). Nasce in memoria del compagno Carmelo. A essa è legato il gruppo editoriale Edizioni Smasher.

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